domenica 10 marzo 2013

Inzolia d'Agrigento: il preferito da Plinio e le Doc del nuovo millennio


Un viaggio che riparte dall'antica provincia di Agrigento con un vitigno autoctono: l'Inzolia, conosciuto e apprezzato da Plinio nell'antica Roma, il quale lo distingueva da altre varietà e lo riconosceva come uno dei migliori bianchi dell'intera isola. L'Inzolia è riconosciuto come uno dei vitigni figli della storia vitivinicola siciliana.

L'Inzolia come vitigno è resistente al clima isolano, fatto di venti sapidi e freddo pungente, contrastati da caldo torrido e siccità; è una pianta vigorosa con una foglia di media grandezza di forma pentagonale, ha il grappolo abbastanza grande a forma conica, da spargolo a medio; i suoi acini hanno buccia spessa e pruinosa di colore giallo dorato o ambrato, la sua polpa è croccante, dolce e aromatica.

L'Inzolia o Anzonica, com'è anche conosciuto, vinificato in purezza dà un vino fine, di colore giallo paglierino con riflessi verdolini, i suoi profumi sono riconoscibili in quanto è un vitigno aromatico; il gusto ha sapore neutro, è abbastanza sapido e dotato di buona alcolicità, acidità e morbidezza, doti che lo rendono equilibrato.

È un vitigno diffuso in gran parte dell'isola per questo utilizzato anche in uvaggi nelle seguenti Doc: Alcamo, Contea di Sclafani, Contessa Entellina, Delia Nivolelli, Erice, Mamertino, Marsala, Menfi, Monreale, Riesi, Sambuca di Sicilia, S. Margherita di Belice, Salaparuta, Sciacca, Vittoria.

Potremo degustare questo vino abbinandolo a preparazioni di mare o comunque a piatti della cultura isolana, come la pasta con le sarde o altre pietanze tipiche.

10.03.2013
Giulio Stano
(sommelier Ais Puglia)

Siamo tutti mortali fino al primo bacio e al secondo bicchiere di vino

Eduardo Hughes Galeano (1940)

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